venerdì 22 agosto 2008

Ancora un test

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mercoledì 23 luglio 2008

mercoledì 23 gennaio 2008

Baustelle - Charlie fa surf

Vorrei morire a questa età
vorrei star fermo mentre il mondo va
ho quindic'anni
Programmo la mia drum-machine
e suono la chitarra elettrica
vi spacco il culo
è questione d'equilibrio
non è mica facile

Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate se
Charlie fa skate, non abbiate pietà
crocifiggietelo, sfiguratelo in volto
con la mazza da golf
alleluja alleluja

Mi piace il metal, r'n'b
ho scaricato tonnelate di
filmati porno
e vado in chiesa e faccio sport
prendo pastiglie che contengono
paroxetina
Io non voglio crescere
andate a farvi fottere

Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate da
un mondo di grandi e di preti fa skate
non abbiate pietà
una mazza da baseball
quanto bene gli fa
alleluja alleluja

sabato 19 gennaio 2008

Spiraglio di Luce - Francesco Marigliano

C'è,
ed è nuovo.

Basta cancellare via
le tracce,
e restare così,
una mattina autunnale
a fissare un vetro.

E me ne vergogno,
ma non dovrei...

Resta lì, non muoverti
sto arrivando
e più passa il tempo
più diventa tangibile.

Resta lì,
come uno spiraglio di luce.

martedì 15 gennaio 2008

Scrubs - 99 Red Luft Baloons

Tre Tir Per il Paradiso

Tre Tir per il Paradiso - Francesco Marigliano

Altri cento metri e sarebbe arrivato a destinazione, era tutta la notte che guidava quel maledetto tir, neanche ci guadagnasse tanto… Era solo, non se ne parlava di mettere al mondo dei figli, figuriamoci una moglie; stanco, spossato e nervoso riuscì a stento a parcheggiare il mezzo tra altri due stranamente familiari. Il tempo di togliersi i guanti, sempre gli stessi, in pelle nera, neanche a pensare di cambiarli; le mani sudate, come al solito tremanti, il perché lo facessero è sempre stato un mistero. L’Autogrill per sua fortuna era chiaramente distinguibile tra la fitta nebbiolina della autostrada A4, Torino - Trieste.

Nel lettore continuava a girare “Highway to Hell” degli AC/DC: lo spense. Ebbe una strana sensazione, un piacevole formicolio che gli accarezzò tutta la schiena, una sensazione indescrivibile, che, forse, aveva provato solo un paio di volte in tutta la vita.

Prese un respiro profondo e scese. L’aria era irrespirabile, lo smog aveva ormai sostituito il buon vecchio ossigeno. Fu costretto ad affrettare il passo per raggiungere il prima possibile quel maledetto autogrill; una volta dentro, mise mano al portafogli. Si rese conto di non avere a disposizione alcuna cifra che si avvicinasse minimamente a quei prezzi. “Rifoderata la spada” fece il suo ingresso nei bagni pubblici. Si comportò come un ladro, come se lì fuori ci fosse un cartello con scritto « Vietato l’ingresso a cani e perdenti ».

Una volta entrato, vide la sua immagine raffigurata nello specchio. Non era cambiato poi così tanto: viso pallido, occhi incavati e labbra morse dal freddo; i segni del tempo e la barba ispida gli davano un’aria trasandata, e quei capelli, ribelli, non era mai stato capace di domarli…

Rapido sguardo per ricercare un wc libero, niente, decise così di usufruire di quelle sacrosante “latrine da parete”.

Altro sguardo in giro per raggiungere la massima privacy ed ecco che inizia a liberarsi.

La sua solita sfortuna, ecco accostarsi un altro uomo:

« Evitiamo brutte figure » pensò tra sé e sé. Ma la sua maledetta curiosità lo portò comunque a voltarsi.

Non poteva crederci: l’immagine era nitida ai suoi occhi, non era un sogno. L’altro incrociò lo sguardo ed assunse la sua stessa espressione stupita.

« Sei proprio tu? » chiese l’uomo

« Credo di si » rispose prontamente

« Dai Murdock, non farmi ridere, vorresti dire che non ti ricordi di me? » insistette l’uomo

« Stai scherzando spero – rispose indignato – è ovvio che mi ricordo di te, il buon vecchio Sberla. »

Non era per niente cambiato, il suo sguardo era come sempre avvolto dal mistero, la sua posa era fiera e orgogliosa, e il suo fisico, una roccia come un tempo.

« Ma tu guarda chi devo incontrare e in queste condizioni » disse Sberla distogliendo lo sguardo.

« Ti saluterei ma, come vedi, sono un po’ impegnato » rispose ironicamente Murdock

« Si, l’ho notato… sai anche io » disse sospirando

« Cosa c’è? » domandò prontamente Murdock

« Niente – rispose Sberla – solo che, incontrarci qua… quanti progetti, quante idee… e quante fregature! »

« Che vuoi farci – rispose Murdock – capita… »

Ci fu qualche secondo di silenzio e poi i due si avviarono verso i rubinetti.

« E cosa fai ora? » Domandò Sberla aprendo il rubinetto

« Porto un Tir – rispose l’altro – di mettermi in proprio non se ne parla… troppa concorrenza, troppi raggiri; e tu invece, cosa fai nella vita »

La sua domanda era evidentemente retorica; la giacca che indossava Sberla era quella delle ditta di trasporti rivale…

« Beh, anche io porto un Tir » rispose sorridendo

Di nuovo silenzio: Murdock tirò via qualche fazzoletto in più dal contenitore senza nemmeno rendersene conto.

« Allora alla prossima – disse ironicamente – ora la mano puoi darmela… »

Sberla sorrise e gli strinse la mano.

« Alla prossima, speriamo però di non rincontrarci in questo modo » rispose Sberla

Murdock sorrise e si avvicinò all’uscita. Prima che potesse esalare parola si ritrovò davanti la sagoma di un uomo a lui familiare. Quante possibilità c’erano che potesse incontrare entrambi gli uomini nello stesso posto e nello stesso momento? « Nessuna » si disse, e il calcolo delle probabilità per lui era quasi come il pane quotidiano, aveva frequentato due anni di ingegneria informatica era stato capace di renderlo proprio.

« Tu! – urlò l’uomo – non può essere, tu qui! »

Murdock lo fissò attentamente, aveva una strana cicatrice sul volto, sembrava abbastanza recente e gli copriva un’intera guancia

« Non ci posso credere – continuò l’uomo – sei proprio tu… Ti ricordi di me? »

Murdock non rispose, continuò a fissarlo, impietrito e incapace di parlare

« Proprio non ti ricordi» l’uomo alzò la voce e si avvicinò lentamente

« Sono io, Hannibal Smith! »

« Non che io non mi ricordi di te – sussurrò Murdock – ma sono stupito »

« Anche io lo sono – rispose Hannibal – tu, conciato così… »

« Non che tu sia meglio – replicò Murdock – a quanto vedo lavoriamo per la stessa compagnia! »

Scherzo del destino volle che anche il terzo uomo fosse un autista di Tir

« Già – rispose – però sarò di sicuramente migliore di te »

Murdock fu contento di notare che il suo atteggiamento di superiorità non era per niente mutato; come al solito doveva essere lui il migliore, lui e nessun altro… Beh, non proprio nessuno… lì accanto c’era Sberla.

Sberla rimase ammutolito e continuò ad assistere alla scena fin quando Hannibal non gli incrociò lo sguardo. I tre uomini si scrutarono nella penombra dei bagni dell’autogrill; vedevano nell’altro qualcosa di irrealizzato. I loro progetti, le loro aspirazioni, i loro piani adolescenziali per cambiare il mondo, ma non come quelli di tutti gli altri adolescenti, intenti a cambiare le sorti dell’umanità, ma concentrati a cambiare il proprio di mondo, il loro futuro. E di tutti quei progetti non rimaneva che quello sguardo, quei vari segni di intesa che continuavano a modellarsi sui loro volti; segnali indistinguibili che solo loro tre avrebbero riconosciuto.

Ma ormai era troppo tardi: le loro aspirazioni erano diventate mere parvenze di verità; i loro piani non potevano più essere architettati come una volta. Il loro fallimento esistenziale li erodeva dall’interno, e sapevano che la loro esistenza si sarebbe ridotta a quello.

Murdock non si riuscì a trattenere, il pensiero del loro fallimento era una ferita ancora aperta, e quell’incontro non aveva fatto altro che stravolgerla. Abbassò il capo e corse fuori, corse veloce fino al tir e in quegli istanti gli passarono davanti una serie di fotografie: il loro appartamento/studio, le loro riunioni e le loro stravaganti idee… quei pensieri pesavano come macigni, ciò nonostante continuò la sua corsa… in realtà in quel momento non faceva altro che fuggire dal proprio passato.


Dedicato a tutti i ragazzi che, come noi, cercano di ritagliarsi un pezzo di paradiso per portarlo quaggiù, in questo maledetto inferno. A voi!